domenica 16 agosto 2020

I nostri colori

Nei tuoi colori ho visto la morte

E ti ho sentito più vicino per un attimo

Il nostro amore come vita

Che trascende persino l’eterno;

 

Hai dato tutto te stesso fino a perderti

Colori ad olio che colano dai tuoi arti

Rosso come il sangue nero come il dolore

Dipingono quello che è il nostro amore;

 

Ho visto nei tuoi occhi i girasoli di van Gogh

Colore di speranza e gratitudine

Nelle tue labbra ho rivisto i fiori di Monet

Scossi da un dolce vento che sfiora me e te;

 

Sei come un dipinto che ha perso il colore

Giuro che lo vedrò ritornare

Ti prometto che tornerai a brillare

E ti guarderò come un dipinto di Salvador Dalì;

 

Si trova nel tuo respiro che soffia contro la mia pelle

Nel tuo cuore candido come la neve

Nelle tue lacrime che rotolano come stille di rugiada

Il dolce ricordo di un giorno futuro;

 

Un giorno quando sarà andata via

Quell’ombra oscura

Che ricopre il nostro cielo

Portata via dalle prime luci dell’alba.

sabato 7 marzo 2015

Vita

Seduto a terra volgo il mio sguardo all'acqua immota, il piccolo lago cristallino riflette il mio corpo ormai stanco. Sento sulla schiena le venature del legno, provo un senso di fastidio osservando il vento scompigliare i miei capelli ma rifiutandosi di carezzare la mia pelle con il suo benevolo, fresco tocco. La terra umida tra le dita mi reca un po' di sollievo nella calura di questo giorno d'estate. Chiudo gli occhi. Lascio la mente libera di vagare tra i suoni e gli odori di questo infinito istante di quiete. Per prima cosa sento la vita; sento i rami degli alberi piegarsi in una danza coi loro verdi ventagli di foglie dettata dai capricci di un rado vento dispettoso. Mi giunge alle narici una sinfonia di  profumi che richiama alla memoria sensazioni dimenticate ormai da lungo tempo. Il grido di un uccello spezza la quiete ed improvvisamente mi rendo conto della melodiosa cacofonia di versi che arriva a carezzare la mia anima. Quasi senza accorgermene allungo una gamba immergendo il piede nel laghetto. Un tripudio di sensazioni mi assale, il senso di freschezza che dal piede si irradia al resto del corpo si unisce alla spericolata danza dei sensi. Sono l'acqua che in delicatissime onde si frange contro la riva; sono il vento che leggiadro carezza il mondo; sono gli animali che con il loro canto danno vita alla foresta; sono la terra su cui tutto poggia. Apro gli occhi incontrando lo sguardo della mia immagine riflessa. Sorrido. Sono vivo.

lunedì 20 ottobre 2014

Danze lontane

Chiudo gli occhi. Le nostre mani si intrecciano. Mi prende per un fianco. Non so ballare. Seguo i suoi passi. Sento il suo respiro sulla mia pelle. Le sue forti mane che mi sorreggono. Con gli occhi della mente lo vedo sorridere mentre volteggiamo nella sala che immobile ci osserva meravigliata. Il mio vestito veleggia nel vento generato dai nostri movimenti. Gli sorrido. Ricambia. Mi stringe a sé in una lunga piroetta. Ormai gli altri invitati sono tutti immobili. La sua mano mi sfiora la guancia. Inizio a piangere. Sembra come un attimo, urla. Grida. Cavalli che nitriscono impazziti. Qualcuno che grida -al fuoco! Al fuoco!- la musica è spezzata. Gli strumenti dell'orchestra giacciono al suolo calpestati dalla folla in fuga. Lui mi tiene stretta a sé, non voglio veda la mia paura, mi costringo a sorridere. Solo in quel momento mi rendo conto che il suo sguardo è vitreo, fisso oltre la mia testa, fisso oltre le fiamme, oltre le grida di terrore ed il clangore delle spade. Guardo oltre la sua spalla. Ha una freccia conficcata nella schiena. Sangue ovunque. Indietreggio sconvolta. In un rantolo sussurra - grazie, Lucy - si accascia al suolo come un sacco vuoto. Privato di ciò che chiamiamo vita. Sono troppo sconvolta per capire cosa sia accaduto. Mi accorgo a malapena dei soldati amici e nemici che si scontrano nella sala. Vago come un fantasma. Sento le lacrime pizzicarmi gli occhi. Il mio vestito è uno straccio. Se ne è andato. Lui. Quasi non mi accorgo della lama insanguinata che impietosa cala sul mio braccio, mozzandolo di netto. Mi trovo a terra a stringere il moncherino singhiozzando. L'uomo scomparso nella mischia. Striscio a terra fino a raggiungere le cucine. Uno sguattero mi fa frenetico dei cenni. Troppo ferita e accecata dal dolore striscio verso di lui. Con una spinta mi getta nel canale della lavanderia. Morirò qui? Tra vestiti sporchi e luridi? Tra sacchi vuoti come il mio cuore? La mia mano sbatte contro una scatoletta, impossibile descriverla al buio. Tra le lacrime la apro ed una familiare musica irrompe nella stanza. Era un carillon. La musica che stavamo ballando quel che ormai sembra una vita fa. Il respiro spezzato dai singulti, il volto devastato dal trucco colato ed il sangue ovunque, il cervello mi fa un ultimo dono. Cado in uno stato di tepore apatico, il salone. Lui. Tutto torna a vivere davanti ai miei occhi, tra le lacrime sorrido. La fine è giunta, che le danze riprendano. Grazie, amore. Chiudo gli occhi.

venerdì 17 ottobre 2014

Pioggia d'autunno

Pioggia d'autunno,
Mi irrora il volto,
In questo grigio giorno,
Rammentandomi ciò che mi fu tolto.
Pioggia d'autunno,
Vento impietoso,
Grida ripetendomi chi sono,
Solitario in un giorno glorioso.

Solitudine

Solo è ogni uomo nel giorno dei giorni,
Quando fine ed inizio si intrecciano come sogni,
Nella quiete e nel caos non c'è posto,
Per chi dell'amore non pagò mai il costo.

mercoledì 13 agosto 2014

Brezza d'amore

Una leggera brezza mi riporta al passato. Ti incontrai quasi per caso in una notte in cui piangevo solo. All'improvviso ecco te. Apro gli occhi e vedo la tenebra. La tua presenza porta la speranza. Ed ora eccomi qui sulle  mie gambe che aspetto un cenno da te. Non c'è limite alla vita che può stupire, ricordo quanto ero fragile. Per favore credi in me e insieme speriamo. Non ti lascerò andare, non perderò mai la mia strada con te. Il sole mi bacia la pelle e riporta alla mente la tua voce. Penso quanto tu sia lontano e apro gli occhi e vedo la tenebra. La tua presenza porta la speranza. In un alito di vento potresti sparire. Non voglio crollare a terra di nuovo. Non c'è limite alla vita che può stupire, ricordo quanto ero fragile. Per favore credi in me e insieme speriamo. Tienimi la mano e guardiamo il cielo. Nuvole, sole, stelle, sempre più su fino a toccare il cielo. Spalanco le mie ali e sorrido. Una leggera brezza mi riporta al passato. Ti incontrai quasi per caso in una notte in cui piangevo solo. All'improvviso ecco te. Non ci sono limiti alla vita ti prego credi in me e lo farò con te. Insieme sfidiamo il cielo.

giovedì 7 agosto 2014

ultima danza

Suona la musica nella foresta,
Danza con me fino all'oblio,
Un coro di creature nella testa,
Non dimenticare chi sono io,

Senti il cuore vibrare?
Le nostre mani mai più si lasceranno,
È una promessa non disperare,
Arriva la morte e gli amanti uniti da essa resteranno.