Siedo su un prato, sotto un salice ombroso. Il sole arde impietoso. Le fronde dell'albero mi coprono appena. il mio pelo candido come la neve è carezzato dal vento leggero. Le pagine del libro che ho in mano sembrano danzare come fiamme, i miei occhi si intrecciano in questa mistica danza tra lettere e pagine fino a che sorridendo non chiudo il libro. Era una bella giornata, dopotutto. Odio essere così solo, ma almeno ho i miei libri con me. Un velo di tristezza cala su di me, proprio come la nuvola che per un attimo oscura il sole, amici, amori, già, chi mai vorrebbe una volpe come me? Discesa dalle nevi lontane, affatto spiritosa e tutto il resto? Sicuramente nessuno. Sono fuori posto come sempre. Ripenso ai miei, a mio fratello, sento i loro sguardi su di me, dall'alto dei monti innevati, un brivido mi percorre la schiena. Dopotutto lentamente mi sto liberando, no? Sono qui da solo, forse per un motivo un po sciocco, lo ammetto. Avevo letto su uno dei miei libri che a mezzanotte, ad una fonte vicino a questo prato si sarebbe recata una creatura maestosa, una di quelle storie di avventure con creature assurde, ad esempio bipedi senza peli dalla pelle rosea, in scatolette di acciaio contro stregoni e demoni vari. Già. Amo questo genere di storie, e oggi sono qui, ad aspettare. La mia coda frusta il vento mentre mi stiracchio sulle zampe, il corpo tonico, non scolpito, snello. Una ventata più intensa delle altre porta alle mie narici profumo di fiori. Sorrido amaramente, vorrei poter condividere queste sensazioni con un altro essere vivente, io amo parlare, raccontare, discutere e condividere emozioni, anche se non ho mai potuto. Come la neve del mio manto per le persone arrivavo, si divertivano un po' con me, li aiutavo e li facevo felici, poi mi guardavano sparire, mi allontanavo da loro e il ciclo ricominciava. Eterno. Ma è per questo che vivo, no? Non sono fatto per sorridere, non sono fatto per amare, sono fatto per far felici gli altri. La mia felicità? Non importa, dopotutto non importa. Riprendo a leggere, uso una torcia per illuminare il libro man mano che le ombre si fanno più fitte. Mangio delle bacche che avevo raccolto nella foresta. E' quasi mezzanotte. Spengo la torcia e resto in allerta, sdraiato al suolo controvento per non farmi scorgere da altre persone lì per la leggenda. Non che ci sia qualcuno, ma amo essere prudente. Il mio pugnale, il kryss, preme contro il fianco.
E' da poco passata mezzanotte quando intravedo nel buio un movimento così felpato da sembrare un soffio di vento. Mi sporgo per vedere meglio e vedo una figura muoversi nelle ombre. Non TRA le ombre ma proprio dentro le ombre, come se parte di lui vi fosse legato. Sembra un ragazzo, il suo pelo è di un grigio indefinibile dato il buio. Avanza deciso verso una macchia di alberi. Lentamente inizio a seguirlo, pensando che poteva trattarsi di un altro appassionato di racconti, forse si è stufato di aspettare e sta andando via, ma in ogni caso è meglio controllare. Lo seguo furtivamente nel bosco. Non sono mai stato un campione nelle attività fisiche, forse è per questo o per il buio che inciampo in una radice e sto per schiantarmi al suolo in un rumore infernale. Chiudo gli occhi. Il rumore, l'impatto non arrivano. Sento solo una leggera pressione sul costato. Apro timidamente gli occhi. Il ragazzo, un lupo, che avevo intravisto mi sorreggeva con un sorriso sarcastico. Mi affretto a tirarmi in piedi balbettando qualche parola di ringraziamento confusionaria e arrossendo. Ottima figura. Decisamente. Nemmeno lo avevo sentito avvicinarsi. Perché dannazione faccio sempre la figura dell'idiota? Sospiro. - sto andando a riempire la borraccia, c'è una fonte qui vicino. Ti va di accompagnarmi? Così magari mi racconti cosa ci fa una creatura delle gelide montagne qui, nella calda pianura - annuisco frettolosamente, sistemandomi i libri che tenevo al fianco e dico - oh ecco sarebbe davvero un piacere! sai sono da poco qui, non conosco nessuno, ed ecco.. mi farebbe piacere un po di compagnia eheh - rido nervosamente grattandomi la testa. Me lo sento. Ora si gira e mi dice di allontanarmi. Si gira verso di me, mi porge la mano e mi invita a seguirlo. In tutta fretta mi metto dietro di lui, in silenzio per qualche secondo, poi spezzo il silenzio raccontando il motivo per cui ero lì, della storia e tutto il resto. Sono sicuro stia per mettersi a ridere. - beh anche io credo a questo genere di racconti, sai? Alcuni li ho vissuti anche dal vivo, se vuoi ti racconto - mi disse invece. Non mi sembra vero, sto sicuramente sognando. Siamo arrivati alla sorgente. La luce della luna illumina un istante il suo volto lupesco mentre si piega verso l'acqua. I suoi occhi mi rapiscono, sono meravigliosi. Resto a fissarlo imbambolato finché non si alza. Mi vede in questo stato e sorridendo mi chiede se va tutto bene, riesco solamente a farfugliare - sei molto carino, davvero - ecco. Lo ho fatto. Adesso mi manda via. Devo decisamente imparare a stare zitto. Lui sorride e mi da una pacca sulla spalla. Si rimette in marcia allontanandosi nel buio, senza dirmi una parola. Ok. Avevamo detto che lo avrei seguito solamente alla fonte, ma non si arrabbierà di certo se dormo con lui questa notte. Io odio stare da solo la notte, e poi voglio saperne di più su di lui. Le farfalle allo stomaco? Saranno state le bacche di prima. Sicuramente. Mi affretto a seguirlo tenendo stretti i miei libri.
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