venerdì 27 giugno 2014

Yggdrasil

Cielo stellato, poche nuvole si rincorrono mute nel cielo, dalle forme degli animali più disparati, una risalta tra tutte, la testa di un lupo che sembra ululare davanti la luna. Le stelle inondano della loro fragile luce un mondo in balìa della guerra, dove la speranza sembra scomparire. Vie polverose, case deserte, pellegrini in viaggio, tutti con un'unica meta da ogni parte del mondo. Yggdrasil. L'albero fonte della vita sembra essere avvolto da un leggero bagliore che lo rende come un faro nell'universo infinito. I pellegrini, scalzi si avventurano sulle strade tortuose, nelle foreste buie e nei passi gelati per andare a rendere l'ultimo omaggio all'albero da cui tutto ebbe origine, calpestare il suolo dove esso affonda le sue forti radici, bearsi di quella luce divina. Lacrime scorrono sui volti di coloro che si trovano ai piedi della fonte della vita, piangono un mondo che sta andando lentamente verso la fine, dove nulla è più come dovrebbe essere, e levano mute preghiere di speranza per una rinascita e per trovare pace per loro e per coloro che amano. Un canto si eleva dai pellegrini, parole e lingue diverse da ogni parte del mondo ma un solo canto, un solo desiderio guida le loro parole musicali alle fronde di Yggdrasil che sembrano danzare nella lieve brezza che le carezza portando con sè la storia di ogni abitante di questo mondo. Le loro voci, unite in un solo coro sembrano far vibrare l'universo stesso, persino il cielo si ricopre di stelle cadenti, come se piangesse insieme al nostro mondo. Una pioggia incessante di desideri. Sogni. Speranze. Ma in questa disperazione tutti erano consapevoli di non essere soli, di essere uniti in un qualcosa di più grande, i piedi nudi sulla stessa terra, le voci nello stesso vento. Le loro anime erano unite dentro Yggradisil che silenzioso vedeva scivolare il mondo attraverso le sue radici, con un senso di fatalità che scuote le fondamenta stesse dell'universo. Un universo. Infinite anime. Un sentimento comune. Amore.

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