martedì 15 luglio 2014

La triste povertà di una ragazzina

Scocca il mezzogiorno. La giovane Marianne esce dal suo angolino di mondo all'ombra di un vecchio rudere distrutto dalle fiamme e avvolgendosi per bene nella vecchia cappa sdrucita e ormai color polvere si infila tra la folla a passo spedito unendosi ad un gruppo di donne intente a vendere bottoni e nastrini rovinati. La strada età gremita a quell'ora. Il mercato era nel vivo degli affari. La folla rumoreggia e ondeggia come una creatura viva, composta da infinite teste, infiniti corpi. Marianne accelera il passo avvicinandosi ad un banco dove una quantità enorme di salumi era appesa all'aperto. Erano così tanti e lei così affamata... Con un esperto movimento del polso sfoderò un piccolo pugnale arrugginito e tagliò via una fila di salsicce infilandola frettolosamente nella veste. Un urlo la scosse, si accorse che il proprietario del banco la aveva vista. Per un secondo il mondo parve fermarsi, quindi l'uomo impugnò un coltellaccio e si gettò verso di lei. Marianne ebbe meno di un secondo per capire di essere in pericolo. Con un balzo si gettò tra la folla, iniziando a correre a perdifiato ma la folla si divideva davanti a lei. Erano arrivate le guardie. Si gettò di lato verso una stradina laterale andando a sbattere contro un ragazzino poco più grande di lei. Li fissò in volto e vide i suoi occhi vitrei. Un pugnale lo aveva trafitto dritto al petto. La ragazza si rese conto di essere finita in uno scontro tra bande, e le guardie erano arrivate. Fu un putiferio guardie, ragazzini e lame ovunque. Lei corse a nascondersi dietro delle casse, singhiozzando silenziosa. Si fece notte. Tutto era silenzio. Solo allora ebbe il coraggio di uscire dal nascondiglio e dirigersi frettolosamente a casa. Passando distolse lo sguardo dalla chiazza di sangue a terra, dove era morto il ragazzo contro cui era andata a sbattere. Quasi iniziò a correre, il volto solcato di lacrime. Domani, come i giorni a seguire, nulla sarebbe cambiato. Era la sua vita.

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