lunedì 14 luglio 2014

Una guerra imminente

Berlino illuminata dai primi raggi di sole, una nobildonna dal manto argentato e la lunga coda felina che vibra nell'aria frizzante del mattino. Passeggia per il suo grande giardino, indifferente agli inservienti per cui era un giorno come tutti gli altri. Brutus il goffo capocantiere, un rozzo alce come al solito maltrattava il piccolo Edward. Il suo dolce Edward, si conobbero nell'immenso giardino, al tramonto. Erano soli e lui si avvicinò baciandola con l'impeto di un fanciullo inesperto. Lei rimase impressionata dall'ardire del giovane ed iniziò ad incontrarlo ogni sera al tramonto, era l'unico momento di dolcezza che poteva concedersi, il mondo era sull'orlo del caos, una guerra sembrava aleggiare nell'aria, voci funeste arrivavano da ogni angolo d'Europa, suo marito era diventato un tiranno intrattabile, iracondo e prepotente. Lei ignorò questi foschi pensieri e si recò alla sua aiuola preferita per innaffiarla, come ogni mattino. Si accucciò davanti l'aiuola e subito notò che un fiore dal giallo brillante stava morendo, lei avrebbe voluto salvarlo, lei amava i suoi fiori, ma era troppo tardi, allora lo colse e fece volare con solennità i petali nel vento, il volto solcato dalle lacrime. Nessuno notò nulla, nessuno poteva immaginare suo marito stesse per abbandonare la tenuta con lei e poche altre persone, per timore della guerra. Ovviamente la servitù, Edward, sarebbero stati abbandonati a loro stessi. Lei aveva litigato con suo marito per convincerlo a portare via la servitù, ma era stato inamovibile, un uomo scolpito nella roccia. Continuò ad innaffiare gli altri fiori, quindi si alzò lisciandosi le gonne e attraversò il giardino di corsa. Incrociò per un momento lo sguardo di Edward che gli sorrise. Lei ricambiò ricacciando indietro le lacrime ed accelerando il passo fin quasi a correre fino a raggiungere la propria stanza da letto, scacciare le dame lì presenti ed affondare il volto nel cuscino di seta sul morbido letto, scossa da singhiozzi fortissimi. Il futuro prospettava guerra, solitudine, morte. L'ennesimo sbaglio per cui le anime più semplici avrebbero pagato a caro prezzo.

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