giovedì 17 luglio 2014

Nel caos

Caldo, il mio corpo brucia, la testa non risponde, il dolore mi paralizza, giaccio in un campo ricoperto di cenere, il sangue scorre dalle ferite dell'ultimo scontro, lo sguardo guizza all'inseguimento delle nuvole che danzano insieme al vento, nella spirale di caos e devastazione che rimane del mondo... Cosa mi tiene vivo? Probabilmente il ricordo delle sue labbra, il suo sorriso, gli occhi di tenebre luminosi come stelle. Davanti ai miei occhi scorre ancora e ancora l'immagine di quando lo salutai, certo di vederlo, certo che il mondo sarebbe stato pietoso, nei nostri confronti. La sua voce, il sorriso, gli occhi che cercavano di infondermi forza, una forza che nemmeno lui sapeva di avere. E ora eccomi qui, morente, lui è lontano, vorrei sorridergli un'ultima volta, prima che il caos mi inghiotta, il mio corpo è sempre più pesante, i pensieri lenti, la mia mente riforma continuamente il suo volto, il suo odore, improvvisamente sento un calore ustionante al pollice, luce mi avvolge, il suo anello di pelo di lupo sembra sprofondare in tenebre splendenti, che stia morendo? Lo vedo, Echo è chinato su di me, la tempesta imperversa. Lacrime bagnano il suo volto, confondendosi tra le mie, dopotutto è stato con me fino alla fine, si china donandomi un intenso e lungo bacio. Lo amo. Lascio fluire il mio spirito nel caos, cadendo dolcemente in una nuvola di tenebra, forse è lui, forse non è tutto finito..

Nessun commento:

Posta un commento